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San Teodoro

Ad oggi il paese di San Teodoro conta circa 4500 abitanti distribuiti fra il centro e le numerose frazioni, estendendosi per un’area di 104,8 km². Sebbene divenuto Comune solo nel 1959 (prima appartenente al comune di Posada), San Teodoro vanta un’antica storia che parte dal periodo Eneolitico (2000-1500 a.C.), prosegue durante il periodo nuragico (intorno al XVIII secolo a.C.) e giunge fino ad oggi passando per le dominazioni fenicie, puniche, romane e bizantine. In particolare troviamo delle testimonianze del periodo nuragico nella zona di Narachéddu (nome che sta appunto ad indicare un “piccolo nuraghe”) e di Ottiolu (oggi appartenente al comune di Budoni). Dal 384 a.C. ha inizio la colonizzazione dei Romani, i quali, dopo aver sconfitto i Cartaginesi e la resistenza delle tribù indigene, danno il via alla costruzione di varie infrastrutture quali strade, porti, acquedotti e aggregati rurali. Proprio in questo periodo nasce il piccolo centro di “Coclearia”, collocabile fra le odierne zone di Citai e lo stagno e che ricalcava in parte l’odierna SS 125 (Orientale Sarda). In seguito alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente, il piccolo centro di Coclearia fu oggetto delle invasioni barbariche, che cessarono sono nel 553 d.C., quando il generale bizantino Belisario pone la Sardegna sotto il dominio dell’Impero Romani d’Oriente. Intorno al IX secolo d.C. (nello stesso periodo delle Repubbliche marinare) nascono i 4 giudicati, e San Tedoro (allora chiamata Offollè, poi Ovodè e poi ancora Oviddè) appartiene al giudicato di Gallura, con capitale Civita (Olbia). In seguito, il giudicato viene confiscato dal comune di Pisa a causa di vari giochi di eredità. Nel 1323 ha poi inizio la conquista aragonese dell’Isola che andrà avanti fino al 1400; nel 1479, dopo il matrimonio fra Ferdinando il Cattolico e Isabella di Castiglia, nasce la Spagna e la Sardegna diviene spagnola. La Gallura, invece, viene divisa ed assegnata a vari feudatari, avvenimenti che la portano ad anni bui e difficili da ricostruire storicamente; le notizie su San Teodoro scarseggiano e viene descritta solo come un landa desolata. Dalla fine del 1600 però, abbiamo i primi insediamenti negli stazzi e San Teodoro viene pian piano ricostruita attorno alla chiesa di campagna dai Corsi e da dei coloni originari di Tempio. Nel 1720 passa sotto i Savoia e dopo l’abolizione del regime feudale viene assegnato al comune di Posada, dal quale ottiene l’autonomia solo nel 1959. In epoca fascista la cittadina passa alla nuova provincia di Nuoro, pur rimanendo sempre legata al territorio gallurese, per usi, costumi, dialetti e tradizioni. Attualmente San Teodoro si trova nella provinica di Olbia-Tempio che comprende anche la regione storica della Gallura. 

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